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Alda Merini, voce poetica irregolare e intensa
Alda Merini, voce poetica irregolare e intensa
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Cast: Pamela Villoresi, Claudio Farinone, Raffaele Casarano

Pamela Villoresi indaga la figura dolorosa e l’opera di una delle massime voci poetiche del nostro tempo
Claudio Farinone chitarra classica e baritona | Raffaele Casarano sax soprano e contralto.

Pamela Villoresi, una delle maggiori attrici italiane contemporanee, indaga nella figura dolorosa e nell’opera vastissima di Alda Merini, tra le poche voci poetiche del secondo Novecento ad ottenere rapidamente la notorietà mediatica, sviscerando due fondamentali aspetti della sua esistenza. Innanzitutto, come suggeriva Maria Corti, che della Merini è stata a lungo nume tutelare e provvidenziale argine insieme a Vanni Scheiwiller e a Giorgio Manganelli, è necessario non confondere il lavoro poetico con la malattia mentale, né trasformare in una condizione eroica e di per sé «poetica». Risulta indispensabile capire in che modo l‘autrice sia riuscita partendo da una condizione esistenziale terribile, a trasformare il dato di realtà in risultato espressivo Fondamentale è osservare la sovrapposizione, caparbiamente perseguita da Alda Merini sin dalle prove giovanili ma risultata davvero essenziale soprattutto dopo la lunga esperienza di internamento, tra vicenda
biografica e linguaggio mitico e religioso, da cui trarrà origine la metamorfosi del «manicomio» in «terra santa». In secondo luogo, si tratta di estrarre dalla produzione fluviale che ha caratterizzato l'ultima, incontrollata fase dellavita di Alda Merini, i titoli davvero importanti e meritevoli, che ruotano attorno alla grande raccolta poetica La Terra santa e alle prose raccolte nel Diario di una diversa, la parte migliore e lancinante di un’opera che rischia altrimenti di rimanere vittima dell’eccesso. Gli inguini sono la forza dell'anima, tacita, oscura, un germoglio di foglie da cui esce il seme del vivere.

Cast: Pamela Villoresi, Claudio Farinone, Raffaele Casarano

Pamela Villoresi indaga la figura dolorosa e l’opera di una delle massime voci poetiche del nostro tempo
Claudio Farinone chitarra classica e baritona | Raffaele Casarano sax soprano e contralto.

Pamela Villoresi, una delle maggiori attrici italiane contemporanee, indaga nella figura dolorosa e nell’opera vastissima di Alda Merini, tra le poche voci poetiche del secondo Novecento ad ottenere rapidamente la notorietà mediatica, sviscerando due fondamentali aspetti della sua esistenza. Innanzitutto, come suggeriva Maria Corti, che della Merini è stata a lungo nume tutelare e provvidenziale argine insieme a Vanni Scheiwiller e a Giorgio Manganelli, è necessario non confondere il lavoro poetico con la malattia mentale, né trasformare in una condizione eroica e di per sé «poetica». Risulta indispensabile capire in che modo l‘autrice sia riuscita partendo da una condizione esistenziale terribile, a trasformare il dato di realtà in risultato espressivo Fondamentale è osservare la sovrapposizione, caparbiamente perseguita da Alda Merini sin dalle prove giovanili ma risultata davvero essenziale soprattutto dopo la lunga esperienza di internamento, tra vicenda
biografica e linguaggio mitico e religioso, da cui trarrà origine la metamorfosi del «manicomio» in «terra santa». In secondo luogo, si tratta di estrarre dalla produzione fluviale che ha caratterizzato l'ultima, incontrollata fase dellavita di Alda Merini, i titoli davvero importanti e meritevoli, che ruotano attorno alla grande raccolta poetica La Terra santa e alle prose raccolte nel Diario di una diversa, la parte migliore e lancinante di un’opera che rischia altrimenti di rimanere vittima dell’eccesso. Gli inguini sono la forza dell'anima, tacita, oscura, un germoglio di foglie da cui esce il seme del vivere.
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