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Epidicus la commedia del doppio imbroglio
Epidicus la commedia del doppio imbroglio
EPIDICUS
la commedia del doppio imbroglio

di Plauto

traduzione di Filippo Amoroso

regia Cinzia Maccagnano
musiche Germano Mazzocchetti
costumi Monica Mancini
maschere Luna Marongiu
direttore di scena Valentina Enea

con Marco Simeoli
e Cesare Biondolillo, Luna Marongiu, Salvatore Riggi, Mariano Viggiano, Ginevra Di Marco, Gaia Bevilacqua.

Produzione Plautus Festival e Teatro dei Due Mari

Prima nazionale 29 luglio 2022 Arena Plautina di Sarsina

Presentazione

“Epidico” è una delle ultime commedie scritte da Plauto che racchiude tutti gli ingredienti plautini e può quindi considerarsi un sunto del teatro di Plauto. Protagonista è Epidico, appunto, servus callidus, abile e astuto servitore, che ordisce trame continue per favorire gli incontri amorosi del suo giovane padrone. Questo susseguirsi d’inganni e situazioni paradossali, è il meccanismo che svela la trama, fatta, come è solito nella commedia, di innamoramenti e ripensamenti, di raggiri a danno del padrone e spiritose invenzioni a beneficio del servo.
Il pretesto è un doppio innamoramento: Stratippocle, giovane padrone, ama una fanciulla e con l’aiuto di Epidico inganna il vecchio padre affinché la riscatti; peccato che, partito per la guerra, Stratippocle torna innamorato di un’altra fanciulla. E serve un altro inganno, e un altro ancora, e ancora, in un susseguirsi di tranelli e imbrogli. Per tutto lo sviluppo della vicenda, Epidico si trova nella condizione di essere giudicato colpevole per le sue malefatte e conseguentemente punito.
La commedia plautina si ingarbuglia, in un susseguirsi di situazioni comiche, in una carrellata di personaggi tipici (il soldato, la suonatrice, il vecchio, ecc.) resa attraverso la rotazione di due attori per più personaggi, attorno a un “perno” di personaggi fissi, tra cui lo stesso Epidico. Una giostra esilarante, paradigma del mondo plautino in cui alla vivacità dei personaggi si somma il paradosso delle situazioni. Con una conclusione, anche questa, tipica in Plauto e non solo, in cui il servo riuscirà a farla franca, a conquistare la libertà con annesso banchetto.
EPIDICUS
la commedia del doppio imbroglio

di Plauto

traduzione di Filippo Amoroso

regia Cinzia Maccagnano
musiche Germano Mazzocchetti
costumi Monica Mancini
maschere Luna Marongiu
direttore di scena Valentina Enea

con Marco Simeoli
e Cesare Biondolillo, Luna Marongiu, Salvatore Riggi, Mariano Viggiano, Ginevra Di Marco, Gaia Bevilacqua.

Produzione Plautus Festival e Teatro dei Due Mari

Prima nazionale 29 luglio 2022 Arena Plautina di Sarsina

Presentazione

“Epidico” è una delle ultime commedie scritte da Plauto che racchiude tutti gli ingredienti plautini e può quindi considerarsi un sunto del teatro di Plauto. Protagonista è Epidico, appunto, servus callidus, abile e astuto servitore, che ordisce trame continue per favorire gli incontri amorosi del suo giovane padrone. Questo susseguirsi d’inganni e situazioni paradossali, è il meccanismo che svela la trama, fatta, come è solito nella commedia, di innamoramenti e ripensamenti, di raggiri a danno del padrone e spiritose invenzioni a beneficio del servo.
Il pretesto è un doppio innamoramento: Stratippocle, giovane padrone, ama una fanciulla e con l’aiuto di Epidico inganna il vecchio padre affinché la riscatti; peccato che, partito per la guerra, Stratippocle torna innamorato di un’altra fanciulla. E serve un altro inganno, e un altro ancora, e ancora, in un susseguirsi di tranelli e imbrogli. Per tutto lo sviluppo della vicenda, Epidico si trova nella condizione di essere giudicato colpevole per le sue malefatte e conseguentemente punito.
La commedia plautina si ingarbuglia, in un susseguirsi di situazioni comiche, in una carrellata di personaggi tipici (il soldato, la suonatrice, il vecchio, ecc.) resa attraverso la rotazione di due attori per più personaggi, attorno a un “perno” di personaggi fissi, tra cui lo stesso Epidico. Una giostra esilarante, paradigma del mondo plautino in cui alla vivacità dei personaggi si somma il paradosso delle situazioni. Con una conclusione, anche questa, tipica in Plauto e non solo, in cui il servo riuscirà a farla franca, a conquistare la libertà con annesso banchetto.
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