LA DIFFICILISSIMA STORIA DELLA VITA DI CICCIO SPERANZA
LA DIFFICILISSIMA STORIA DELLA VITA DI CICCIO SPERANZA

60 min

Lingua: Italiano

Cast: Francesco Giordano, Giacomo Bottoni, Antonio Orlando

Trama

Ciccio Speranza è un ragazzo grasso, ma leggero, con un’anima talmente delicata, che potrebbe sembrare quella di una graziosa principessa nordeuropea. Ciccio Speranza finge una villosa eterosessualità con la propria famiglia, ma è un omosessuale fiero e incallito. Ciccio Speranza vive in una vecchia catapecchia di provincia, dove la televisione non sempre funziona e i telefoni cellulari vengono schiacciati come scarafaggi. Ciccio Speranza si sente soffocare, come una fragile libellula rosa in una teca di plexiglas opaco. Ciccio Speranza ha un sogno troppo grande per poter rimanere in un cassetto di legno marcio: vuole danzare. In una sperduta provincia di un’Italia sperduta, la sperduta famiglia Speranza vive da generazioni le stesse lunghissime giornate. Sebbastiano è il padre di Ciccio, violento e grave come un tamburo di pelle di capra in un concerto di ottavini. Dennis è il fratello di Ciccio, con un’apertura mentale di uno che va a Bangkok e spacca tutto perché non sanno fare pasta, patate e cozze. Solo, in fondo, nella sua fragilità, Ciccio vuole scappare da quel luogo che mai ha sentito come casa. Attraverso il suo gutturale linguaggio, il suo corpo grassissimo e i suoi sogni impacciati, il nostro protagonista, in un tutù rosa non smetterà mai di danzare, raccontandoci la sua vita così come la desidera. Ciccio appartiene ad un mondo lontano, senza alcuna possibilità di esaudire i propri sogni. Il suo destino è segnato, il suo carattere è condizionato, i suoi sogni sono soffocati da un ambiente che gli sta stretto come un cappottino antigelo sta stretto ad un bulldog inglese. Dunque, perché rattrappire i propri istinti? Solo perché la cicogna ci ha fatto cadere lontano dalla terra promessa? Perché sentirsi schiacciati da una famiglia che non vuole conoscere un mondo che sta oltre il proprio campo di fagioli?


Dal punto di vista registico lo spettacolo è ambientato in una realtà contadina. Lo spettatore, attraverso il lavoro fisico degli attori, l’utilizzo di ricercati oggetti di scena e di materia prima, si ritroverà immerso in uno spettacolo che racconta l’ambiente di campagna. Le sue fatiche, le sue bellezze, ma soprattutto vorremmo che percepisca i colori, i suoni, la materia, gli odori di questo mondo. La nostra drammaturgia si sviluppa seguendo l’arrivo delle quattro stagioni, capaci di modificare la quotidianità di una vita abitudinaria. L’inverno lento e fatto d’attesa, la primavera vitale e caotica, l’estate boccheggiante e faticosa e l’autunno grasso e prezioso. La dimensione scenica viene squarciata dal sogno del nostro protagonista. Ciccio infatti, attraverso la danza, la musica e il suo tutù rosa, accompagnerà lo spettatore in una dimensione fantastica dove l’impossibile diventa possibile.
Dal punto di vista tecnico la messinscena non prevede una scenografia fissa, ma oggetti di scena che muovono lo spazio. La sfida registica che affrontiamo è quella di raccontare l’ambiente contadino e la dimensione del sogno con gli stessi oggetti che possono assumere un doppio valore. Un paio di esempi chiari: le lucciole, animali luminosi ancora scovabili tra le frasche campagnole, nella misura del sogno diventano le luci della ribalta durante una performance di Ciccio. Il battere del mattarello di Sebbastiano durante la lavorazione del pane non è altro che il cuore a mille del nostro protagonista prima che il sipario si apra.
Trasformiamo così le parole in azione, il racconto in vita, un flusso organico fatto di ritmo, di tempi e di immagini, che travolgono lo spettatore soffermandoci in particolare su una grande tematica terribilmente contemporanea: può la condizione in cui nasci rendere impossibile il tuo sogno?

Orari
Posti
Seleziona un orario
I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.