Perché il buio non mi copra interamente – Teatro Orione Palermo
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Data Evento:
23 e 24 Marzo 2019
Luogo Evento:
Teatro Orione
Città:
Palermo
Provincia:
Palermo
Categoria:
Rassegna, Teatro

Prezzo Biglietto

Primo Settore €13,50
Secondo Settore €13,50
Terzo Settore €11,50

Perché il buio non mi copra interamente
è il primo di una serie di monologhi-dialoghi composti da Benedetto Galifi (Palermo 1983) e raccolti sotto il titolo de Il terzo occhio, nei quali l’autore da voce ad alcuni miti della cultura occidentale, con particolare attenzione alla tradizione cristiana. I personaggi si fanno pura voce, flusso di coscienza, e rivivono le loro personali vicende in una dimensione a temporale che li vede perennemente sospesi tra passato e presente, tra memoria e attualità. Gli eventi vengono narrati dai personaggi come se essi si stessero osservando dal di fuori, per mezzo di quel “terzo occhio” che possiamo intendere come livello superiore di coscienza più prossimo all’irrazionalità che alla razionalità, incentrato su un sentire che è proprio dell’ “anima”. Infatti sono le anime dei morti, di chi è scomparso, a parlare. Ma affinché la loro voce prenda consistenza e si faccia reale diviene necessaria la presenza di un altro da sé, di un interlocutore muto e imparziale al quale la voce narrante possa rivolgersi senza esser giudicata, che presti l’orecchio in silenzio, che faccia da specchio.

Eliogabalo è un “bambino sradicato” dalla sua terra, la Siria, dalla sua stessa infanzia, strappato ai suoi giochi troppo presto, per volontà di sua nonna, Giulia Mesa, e della madre, Giulia Soemia, e del suo mentore Gannys, amante della madre, che lo spinse a infervorarsi del suo ruolo di Imperatore d’Oriente, facendo presa sulla sua energia e tracotanza di giovane. Gettato nella Cloaca Maxima, vi è rimasto per secoli. Lì immagina di incontrare il suo “giovane bello”, San Sebastiano, anche lui gettato quasi imberbe nelle fogne romane, qualche decennio più tardi. Vive tra i rifiuti, fra i quali ha ritrovato gli amati giocattoli, che gli erano stati tolti sin dall’infanzia. E’ invecchiato, tutto ciò che gli rimane sono i ricordi, il ricordo del mare, dei suoi amori. Riaffiora il ricordo di Zotico, suo amante, l’atleta di Smirne che Ierocle drogò perché non riuscisse a giungere all’amplesso. Riaffiora il rimorso di averlo allontanato a causa di un inganno dell’invidioso auriga, che temeva di essere sostituito nel suo ruolo di cocchiere dell’imperatore. Il racconto della sua storia è ormai scritto, lirico ed epico insieme, esorcizzato dall’abitudine data dal passare degli anni. Eliogabalo adesso sa, e si racconta, consegna la sua storia al suo amico immaginario così come ai riverberi e ai gorgoglii delle fogne, nelle quali vivrà in eterno.

Marco Aurelio Antonino Augusto, nato come Sesto Vario Avito Bassiano, era, per diritto ereditario, l’alto sacerdote del dio sole (El-Gabal) di Emesa, sua città d’origine. Per questo motivo è ricordato come Eliogabalo, anche se non usò mai questo nome in vita. El (“dio”) e gabal (“montagna”) significa “il dio (che si manifesta) in una montagna”. Col sostegno della madre, Giulia Soemia, e soprattutto della nonna materna, Giulia Mesa, fu acclamato imperatore dalle truppe orientali, in opposizione all’imperatore Macrino, all’età di quattordici anni. Il suo ingresso trionfale nella Capitale dell’Impero avvenne dopo due anni dalla sua elezione, durante i quali il giovane fu costretto a studiare latino e diritto romano, a Nicomedia, sotto la guida del suo saggio consigliere ed eunuco Gannys, amante di Soemia, sua madre . La politica religiosa e i suoi eccessi sessuali (ebbe cinque mogli e due mariti ed è passato alla storia come il primo transessuale) causarono una crescente opposizione del popolo e del Senato romano, che culminò col suo assassinio. La storiografia e la letteratura moderne attribuiscono il fallimento di Eliogabalo al contrasto tra il conservatorismo romano e la dinamicità del giovane sovrano siriano, alla sua incapacità di scendere a compromessi e alla sua incomprensione della gravità e solennità del ruolo di imperatore.

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