Omaggio a Eliodoro Sollima – Palermo
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Data Evento:
20 dicembre 2016
Luogo Evento:
Oratorio SS Salvatore
Città:
Palermo
Provincia:
Palermo
Categoria:
Classica, Concerti

Prezzo Biglietto

Posto Unico  €11,50

Concerto per il 90° anniversario della nascita di Eliodoro Sollima

Eliodoro Sollima: Due Cantate

per 6 voci, flauto, violoncello e 12 strumenti

Francesca Adamo soprano

Lorena Scarlata mezzosoprano

Monica Iraci contralto

Rosolino Claudio Cardile tenore

Simone Spera baritono

Ugo Guagliardo basso

Luigi Sollima flauto solista

Giovanni Sollima violoncello solista

Fabio Ciulla maestro collaboratore

direttore

Salvatore Percacciolo

ELIODORO SOLLIMA ENSEMBLE

Martedì 20 dicembre 2016 – ore 21,00

Oratorio del SS Salvatore

Corso Vittorio Emanuele 395, Palermo

E’ dedicato interamente a musiche di Eliodoro Sollima il concerto del prossimo 20 dicembre promosso dall’Associazione Filarmonica “Eliodoro Sollima”, fondata nel 2012 dai cinque figli e dalla moglie del musicista per mantenerne viva la memoria. Una numerosa famiglia musicale, quella dei Sollima, i cui rappresentanti più illustri sono indubbiamente papà Eliodoro – compositore pianista e didatta, scomparso nel 2000 – e il figlio Giovanni, violoncellista e compositore il cui nome è famoso in tutto il mondo.

Per ricordare Eliodoro Sollima nel 90° anniversario della nascita saranno eseguite le “Due Cantate” per 6 voci, flauto, violoncello e 12 strumenti, opera appartenente all’ultima fase dell’attività creativa del musicista siciliano. Composte nel 1996, costituiscono un lavoro unitario, nonostante la struttura ben distinta e completa di ciascuna di esse. Le Due Cantate sono rappresentative di un particolare aspetto della produzione di Sollima: quello legato alla composizione di alcuni pezzi con i quali il musicista ha voluto manifestare la propria condanna rispetto a tragici eventi che lo avevano profondamente turbato in quanto testimonianza di una cultura di violenza e di morte. A questo gruppo di composizioni, oltre alle “Due Cantate”, appartengono altri significativi lavori quali il “Concerto per archi” in memoria di Kennedy (1968), “Trenodia” per violoncello e orchestra (1989), per le vittime della strage di Piazza Tien an Men e “Attesa” (1997), contro la pena di morte, dedicato alla memoria dell’americano J. O’Dell giustiziato sulla sedia elettrica.

Nel caso delle “Due Cantate”, una profana e l’altra sacra, non vi è un evento specifico che si possa individuare come matrice diretta e immediata della composizione, ma sono simbolicamente tutti i delitti commessi dalla mafia ad essere duramente condannati. Nel dittico vengono messe a confronto due logiche opposte: la logica della violenza e della vendetta nella Cantata profana, quella dell’amore e del perdono nella Cantata sacra.

Questa contrapposizione è già evidente nel sottotitolo di ognuno dei due lavori. La Cantata profana, su testo dialettale, reca come sottotitolo queste parole: ”: Ccu’ ‘ntra di vui ha fattu cchiu’ delitti….. Chi giudica, infatti, indica nel primato della criminalità il diritto alla priorità di uccidere Al testo dialettale, dai toni fortemente accesi, fa riscontro un linguaggio musicale che lascia spesso affiorare il riferimento ad una rivissuta esperienza etnica.

Nella Cantata sacra, su testo latino tratto dal Vangelo secondo Giovanni, la frase che funge da sottotitolo è invece: Qui sine peccato est vestrum…. Gli accusatori in questo caso sono subito pronti a fare un esame di coscienza e nessuno di essi si sente in diritto di lapidare l’adultera. In questa seconda cantata la musica è pervasa da un intenso lirismo, non più passionale come nella Cantata profana, bensì purificato nella linea del canto e chiarificato nella sua essenza armonica .

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